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martedì 5 maggio 2009

Sette, morto che parla - 9

[Questa è la storia della mia vita: io sono diverso dagli altri e gli altri lo sanno. Se gli chiedi qual’è la differenza tra noi non ti sanno rispondere, eppure sanno che c’è.
Non sbagliano. Come dicevo c’è qualcosa dentro di me.
Questo qualcosa era cresciuto più o meno in silenzio per tutte le superiori. Non poteva attendere oltre.
Ho ucciso la mia prima vittima poco prima dei vent’anni.
Una ragazza dai capelli neri.
Belle gambe bianche e tornite.
Ho fatto le cose per bene. Ti ho già detto che sono una persona ordinata.
L’ho seguita per una settimana. Ho visto dove viveva, chi frequentava, che posti bazzicava. L’ho caricata in macchina un sabato sera, mentre tornava a casa. Non mi ha visto nessuno.
Era il momento giusto. Avevo pianificato tutto.
Il nastro adesivo nel cassetto del cruscotto. Il coltello con cui minacciarla. Le frasi da dire. Tutto.
Mi sono fermato in una zona poco trafficata per farla accomodare nel mio bagagliaio. Ero quasi sopraffatto dall’emozione.
L’ho portata ben fuori dalla città, su per i colli. Se conosci un minimo la geografia di queste parti sai che lì è pieno di luoghi adattissimi. Ho parcheggiato la macchina in uno spiazzo dove nessuno ci avrebbe fatto caso e ho portato la mia nuova amica tra le frasche.
Sai come vanno certe cose.
Qualche ora dopo nel bagagliaio avevo un cadavere ancora tiepido, ordinatamente avvolto in vari sacchi per la spazzatura nera.
Ero stanco, spompato, ma ero anche al settimo cielo.
Purtroppo avevo tutta la parte davanti della camicia zuppa di sangue.
Quello era un contrattempo a cui non avevo pensato.
Devo ammettere che quella prima volta la fortuna del principiante mi fu d’aiuto. Mi tolsi la camicia e guidai praticamente a casaccio finché non avvistai una fonte lungo la strada. Consisteva fondamentalmente in un pezzo di tubo di gomma che sporgeva da un muro.
L’acqua era freddissima, ma l’aria calda d’agosto bastò a contrastarla. Lavai la camicia. Non rimase neanche una piccola macchiolina di sangue, dato che l’acqua fredda è fantastica per l’emoglobina.
Ordinato e preciso come al solito andai a disfarmi dell’involucro forato della mia amata.
Ora, ascolta, non so che cosa pensi di me, ma non sono uno stupido.
Avevo letto tutta quella roba che c’era nei gialli e via discorrendo. Sapevo che cos’è la scientifica, che cos’è un test del dna, che cosa significa che un uomo può essere secretore oppure no, in quanti milioni di posti si possono appiccicare le tue impronte digitali, i tuoi peli, i tuoi capelli o le fibre del tappetino della tua macchina.
Riguardo a tutte queste seccature, avevo la soluzione ideale: bastava che nessuno trovasse i rimasugli della mia girlfriend, non ti pare?
Non nel senso di non trovarli per due, quattro, sei mesi o un anno. No. Non li doveva trovare nessuno, in eterno.
L’ideale sarebbe stato cacciare il corpo giù per il camino di un vulcano. (Adoro l’idea del vulcano, si può dire che sia un po’ il mio sogno nel cassetto.)
Purtroppo, come avrai notato, da queste parti non ci sono molti vulcani.
C’è un sacco di mare, certo, però il mare non è una buona idea. Ho letto da qualche parte che i cadaveri si gonfiano, riaffiorano nei punti più impensabili e nei momenti meno opportuni.
Non era il caso.
Dopo attente riflessioni, quindi, avevo deciso di seppellire la mia defunta amica nei boschi.
Per scavare una buca profonda due metri (ovverosia il minimo indispensabile) ci vogliono tre ore di lavoro di vanga. È importante preservare tutte le zolle erbose, in modo da poterle poi riapplicare senza che la fossa sia visibile a prima vista.
È faticoso, ma quando sei ancora invaso dall’adrenalina quasi non te ne accorgi.
Come avrai già intuito, ho maturato una discreta esperienza. Devo ammettere, in effetti, che Sara doveva essere la settima. In un certo senso lo è stata.
Sara era una ragazza carina dai capelli neri e viola. La faccenda del viola per me era una novità, ed ero su di giri anche per questo. Principalmente, però, era la faccenda del sette a farmi sentire come se stessi per esplodere.
Ero sicuro che il sette mi riservasse grandi cose, e non sarei rimasto deluso]

1 commento:

LilloArzillo ha detto...

Ecco, lo sapevo: nei prossimi giorni intaserò il tuo blog con refresh compulsivi, smanioso di leggere gli sviluppi della storia...

Ah, dimenticavo: sei fottutamente brava.

Un saluto,

LilloArzillo