Pre-ordini Perduti Sensi

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venerdì 31 luglio 2015

Nodi (5)

Il figlio del senatore ci mise un’altra ora, prima di arrivare. Sensi bevve una Red Bull ghiacciata e scaricò un po’ di musica con il computer dell’ufficio.
Quando Marrano bussò alla sua porta ed entrò lo trovò tranquillamente seduto dietro alla scrivania invasa di carte, con in testa una specie di buffa crocchia e con l’aria mezzo addormentata. Si guardò attorno, stupito dall’aspetto di quell’antro scuro e caotico, poi guardò il commissario stesso con vaga speranza.
«Ci sono novità?» chiese.
Aveva delle borse violacee sotto agli occhi e le sue guance sembravano scivolate un po’ più in giù, rispetto alla sera precedente.
Sensi ruotò il monitor verso di lui e gli fece vedere il collage di filmati. «Stiamo cercando di capire da dove sia arrivato questo tizio. È sicuro di non conoscerlo?».  
Marrano scosse la testa. Era ancora in piedi, visto che tutte le poltroncine erano sommerse di fogli, buste e materiale vario. «Mai visto. Non sembra che la stia costringendo a seguirlo».
Nella sua voce si era infiltrata una sfumatura fredda ben percepibile.
Sensi si grattò il mento. «Lo so. E, mi creda, nessuno sarebbe più felice di me se lei fosse semplicemente cornuto. Ma dobbiamo tenere in considerazione l’altra ipotesi, ha presente... quella secondo cui è un po’ strano che uno si presenti in un parcheggio sotterraneo senza una macchina, sbucando fuori dall’ombra giusto quando passa sua moglie, senza che si siano telefonati prima».
«Forse si sono messi d’accordo su Whatsapp» ipotizzò il marito.
Sensi non ci aveva pensato, ovviamente. In realtà odiava qualsiasi cosa ti obbligasse a scrivere su una mini-tastiera e avesse un correttore automatico. «Può per caso accedere all’account di sua moglie?» chiese.
Di nuovo, Marrano scosse la testa.
«Ha motivo di pensare che potrebbe avere un altro? Le scoccerebbe?».
«Che razza di domanda è? Certo che mi scoccerebbe. Non pensi che solo perché abbiamo dei gusti un po’ particolari...»
«No, guardi. I gusti particolari li ho io, a quanto pare. Quindi... siete una coppia chiusa e se Carlotta avesse avuto un altro non glielo avrebbe detto. È possibile che abbia un altro?».
Marrano sbatté le palpebre e Sensi si rese conto che stava cercando di non piangere. Contro ogni antipatia personale, provò una fitta di pena.
«Si sieda» disse. «Sposti un po’ di roba e si sieda. E non si faccia prendere dal panico».
L’altro spostò davvero una pila di carte su un’altra sedia. Invece di sedersi sembrò accasciarsi. Si prese la faccia tra le mani, senza più trattenere i singhiozzi.
Sensi non era una persona sensibile, da quel punto di vista. Aveva incontrato troppe vittime piangenti per provare ancora pena e quel tizio a pelle gli stava antipatico, ma non riuscì ugualmente a irritarsi troppo, anzi, si scoprì vagamente dispiaciuto per lui.
«Se ha un altro... non so che cosa farei, se avesse un altro» ammise Marrano, con voce rotta.
«Non voglio infierire» disse Sensi «ma credo che in questo momento le sue preoccupazioni dovrebbero essere diverse».
«Cioè?» fece lui, alzando leggermente la testa.
«Cioè sua moglie se n’è andata con uno sconosciuto, okay, ma non si conoscentri sul versante sessuale, sentimentale o quel che è. Una non scompare così, pure con se va via con l’amante. Al massimo va con lui in una bella stanza d’albergo con l’aria condizionata, fa quello che deve e poi torna a casa, da suo figlio se non da suo marito. O se proprio decide di fuggire come in una soap argentina, lascia un messaggio, telefona, lo dice a qualcuno. Invece Carlotta se n’è andata con questo tizio, lasciandogli guidare la sua macchina, ed è scomparsa dagli schermi radar. Il suo telefono non è rintracciabile, non è semplicemente spento. Quindi...»
«Quindi secondo lei è stata rapita?» concluse Marrano, quasi speranzoso.
«Se è stata rapita non è stato per soldi. Non è una bella notizia, sa».
Di nuovo l’altro si coprì la faccia con le mani. «Oddio... io sto qua a pensare male di lei e Carlotta potrebbe essere nelle mani di un maniaco...»
«Un maniaco che probabilmente conosce, sì. Veda se le viene in mente qualcosa. Senta le sue amiche, i suoi genitori, provi ad hackerare il suo computer, usi un po’ dei suoi potenti mezzi, visto che ce li ha. Io adesso parlo con la sua colf».
«Eh? Pensa che c’entri qualcosa? Qualche suo connazionale o...»
Sensi fece un gesto scocciato con una mano, invitandolo così a scomparire.
«Non si preoccupi di questo. Ci penseremo noi a essere razzisti al suo posto. È praticamente la nostra specialità».

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