martedì 13 luglio 2010

Lividi - 16

“La signora ha confessato,” gli disse Tudini, quando arrivò in questura. “Sostiene che il signor Righi aveva allungato le mani.”

“Dev’essere una fissazione di famiglia,” commentò Sensi, ma se ne pentì quasi subito.

“Comunque, il caso è stato chiuso a tempo di record. Salvemini sarà contento.”

Sensi non gli fece notare quanto gliene fregava che Salvemini fosse contento, si limitò a grugnire.

“Ma tu come facevi a saperlo, Ermanno?”

Sensi gli rivolse un sorriso veloce. “Tirato a indovinare, come se no?”

Quella sera Carmel arrivò verso le otto. Sensi aveva comprato del sushi al supermercato e aveva messo persino sul piatto del giradischi un romantico Iggy Pop.

“Porque quell’uomo sta abbaiando?” chiese Carmel, appena entrata.

“Perché è arrapato, tesoro,” rispose Sensi, col tono di chi dice un’ovvietà, continuando a disporre gli involtini di sushi su un tagliere.

“Madre de Dios, aiutami tu,” sospirò Carmel.

Sensi allargò le braccia per indicare il capolavoro che aveva fatto nel disporre artisticamente il sushi. “Ta-daa!”

Carmel sorrise e evitò di dirgli che la sua opera d’arte assomigliava a una montagnola semi-diroccata.

“Non dovevi parlarme de qualcosa de muy importante?”

Sensi le saltellò attorno. “Sì, sì, più tardi. Ora mangiamo, ok?”

Carmel sospirò di nuovo. “Non me parlerai proprio de niente, vero?”

Il sorriso di Sensi si allargò, luciferino.

“Forse sì, chi può saperlo?”

FINE.

2 commenti:

Luca Bonisoli ha detto...

Molto carino, forse uno dei racconti di Sensi più riusciti! ^__^

sraule ha detto...

grazzzie ;)