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giovedì 14 maggio 2009

Sette, morto che parla - 29

[Non avevo pensato che non ci sarebbero state entrambe nel bagagliaio. Ahimè, avevo dovuto farle un po’ stringere.
Così, dopo un gradevole viaggio di quaranta minuti, raggiunsi la mia baracca nel bosco. Avrei aspettato l’alba, naturalmente, ma nel frattempo potevo prepararle.
«Pensi che dovrei lavarle?» chiesi a Sara, che era piazzata trionfalmente sul sedile del passeggero.
«Puzzano di vomito, fai un po’ tu,» replicò lei, inacidita.
«Hai ragione,» concessi.
Per farla contenta la riportai dentro per prima. Il suo corpo era appoggiato a una parete, le gambe distese davanti a sé, leggermente allargate, le braccia lungo i fianchi. Una real doll solo leggermente rappezzata.
Piazzai la sua testa sopra il suo collo.
«Lasciale aspettare ancora un po’,» suggerì.
Come potevo resistere?]

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